Il colpo di frusta"

Definizione
Per "colpo di frusta" si intende un trasferimento di energia con un meccanismo di accelerazione - decelerazione che si sviluppa a carico del collo. Tale evento può verificarsi in seguito ad incidenti stradali con impatto antero-posteriore o laterale, ma può anche verificarsi durante tuffi  o altri eventi accidentali. L'impatto che ne risulta può dar luogo a danni alle strutture ossee o ai tessuti molli (lesione da colpo di frusta), che a sua volta può provocare differenti manifestazioni cliniche (patologie associate al colpo di frusta).Vi e' un consenso dei ricercatori sul fatto che il colpo di frusta sia  una  patologia neurologica che puo' insorgere  anche se non vi e' stata una perdita di coscienza se pur momentanea.
Il trattamento di un colpo di frusta prevede una precoce mobilizzazione del collo, il ritorno alle normali attivita' quotidiane e la ripresa delle usuali attivita' lavorative. La presenza di una disabilita' dopo sei  settimane costitutisce un importante segno di cronicizzazione  che giustifica una presa in carico del paziente da parte dello specialista  e la necessita' di una valutazione clinica interdisciplinare. Occorre infatti considerare la "sindrome da colpo di frusta" come una seria sequela clinica dell'incidente e prevenirne la cronicizzazione

La "sindrome da colpo di frusta" precoce
I sintomi che il paziente presenta subito dopo un colpo di frusta possono essere molteplici e si verificano in oltre l'85% dei soggetti. Fra i piu' comuni vi e' la cervicalgia, ma anche cefalea (>80% dei casi) , algie alle spalle e dolore lombare, cosi' come vertigini e nausea carstterizzano gli aspetti piu' evidenti del quadro clinico. Questi sintomi persistono per piu' di due mesi in circa il 60% dei casi, ma scompaiono nella maggior parte dei casi nei mesi successivi tanto che solo una percentuale minima di soggetti rimane sintomatica oltre i sei mesi (sindrome tardiva).
I sintomi che il paziente riferisce non sono correlabili ne' con la durata o la presenza di una perdita di coscienza  ne' con eventuale amnesia ne' con i reperti degli esami neuroradiologici. E' stato infatti osservato che piu' elevata e' stata l'intensita' del trauma cranico (valutata sulla base della durata della perdita di memoria successiva al trauma) minore e' la frequenza della cefalea fra i sintomi riferiti dal paziente.

La "sindrome da colpo di frusta" tardiva
Nei pazienti che a distanza di anni presentano ancora una sintomatologia importante, si evidenziano in particolare algie nucali e cefalea ma sono presenti anche dei sintomi affettivi/cognitivi. Fra questi ultimi si rilevano: fatica, insonnia, ansia, disturbi della memoria, della concentrazione e disturbi comportamentali. E' stato osservato che questi disturbi della sfera psicologica migliorano nei pazienti in cui diminuisce la sintomatologia dolorosa alla testa o al collo.

Dal trauma alla "sindrome  da colpo di frusta"

E' opinione prevalente che la cefalea post-traumatica sia la conseguenza di un'insieme di fattori fisiopatologici che producano una vasta serie di sintomi  e che i disturbi cognitivi, psicologici, comportamentali  e il dolore rappresentino un esito di un danno al tessuto cerebrale. Inoltre, un danno  diretto o indiretto al collo, all'articolazione temporo-mandibolare o ai tessuti molli pericranici possano avere un ruolo nello sviluppo della cefalea e deli altri sintomi associati.
Questi cambiamenti cosi' repentini dovuti al trauma e che producono dolore nell'immediatezza possono essere seguiti a distanza  da alterazioni a livello del sistema nervoso centrale che coinvolgono la modulazione del dolore. A livello dei tessuti periferici l'evento traumatico produce dei fenomeni (come la sensibilizzazione e il rinforzo) che si ripercuotono sui centri di controllo del dolore attivando particolari vie nervose responsabili della cefalea a carattere quotidiano  che tende a persistere.
Il dolore in generale e la cefalea in particolare, possono originare sia per coinvolgimento sia centrale che periferico; la cervicalgia, in particolare, puo' prendere origine da un trauma a livello delle faccette articolari cervicali che sono coinvolte nel 60% circa dei casi in cui il sintomo principale dopo il trauma e' la cefalea.

Quali esami per la diagnosi?
Non vi sono esami diagnostici che possano confermare la sintomatologia, ma e' anche vero che non vi sono esami che possano smentirla.
I test che valutano gli aspetti cognitivi e affettivi sono i piu' sensibili per valutare la presenza e l'entita' di una patologia disfunzionale a livello cerebrale. Le neuroimmagini (RM e TC) possono accertare la presenza di patologie a livello cerebrale e del rachide  cervicale che possono essere correlate o meno al trauma. Gli esami strumentali che valutano i movimenti del rachide cervicale aiutano a quantificare il danno residuo a distanza dal trauma (analisi cinematica tridimensionale, inclinometria).
Il  neurologo deve poter escludere patologie organiche che possono mimare la sindrome da colpo di frusta o cronicizzara la cefalea e la cervicalgia. Fra queste patologie occorre escludere: ematomi sudurali ed epidurali, ipotensione del liquor, trombosi venosa centrale, emorragie cerebrali, idrocefalo post-traumatico, lesioni radicolari e dei nervi periferici cervicali, disfunzioni della'articolazione temporo-mandibolare e lesioni del legamento o processo stiloideo.

Il trattamento raccomandato

Principi generali. Per un pronto recupero e' fondamentale, innanzitutto, che il paziente sia motivato a seguire  le raccomandazioni fornite dal medico o dal terapista. Occorre che il paziente riprenda precocemente le attivita' quotidiane e ricominci a lavorare il prima possibile, e' importante, inoltre, spiegare per quanto tempo si presume che la sintomatologia vada avanti e quali sono le cause della sintomatologia dolorosa.  Il paziente deve inoltre prestare molta attenzione al controllo della postura e cercare di ridurre progressivamente il ricorso al medico e/o al terapista.

Trattamento riabilitativo.
Sindrome di Grado I: non e' necessario alcun programma di fisioterapia
Sindrome di Grado II e III: occorre impostare un programma riabilitativo. occorre iniziare appena il dolore comincia a diminuire, puo' essere intermittente  ma non deve protrarsi per piu' di 7 settimane (21 sedute). Dopo questa fase si puo' programmare un trattamento farmacologico.

Trattamento medico.

Farmaci. I farmaci hanno un ruolo minore nel trattamento della sindrome da colpo di frusta; per questo motivo vanno utilizzati  limitatamente e secondo schemi individualizzati. I farmaci raccomandati sono gli antidepressivi, i farmaci antiinfiammatori non steroidei e i miorilassanti. L'infiltrazione intraarticolare di corticosteroidei e il blocco del nervo grande occipitale non si sono dimostrati efficaci in questa fase.
Collare cervicale. E' consigliato l'uso intermittente di un collare morbido e non l'uso continuativo; e' probabile che l'uso del collare oltre i tre giorni possa prolungare la disabilita'.
Invio allo specialista. Nel caso in cui il paziente continui a manifestare una importante sintomatologia o una limitazione funzionale oltre le 6 settimane (non vi e' stata una ripresa dell'attivita' lavorativa), il quadro clinico potrebbe cronicizzare. In tale circostanza occorre impostare un  trattamento farmacologico piu' intenso e predisporre una valutazione medica interdisciplinare.

Verso un riconoscimento formale della sindrome
La sindrome da colpo di frusta non puo' essere arbitrariamente misconosciuta o negata come spesso avviene in quanto sono sempre piu' numerosi gli studi clinici e i dati fisiopatologici relativi a questa condizione clinica. C'e' sicuramente ancora molto da imparare rispetto a quanto fin'ora si conosca e l'assenza di marker oggettivi non giustifica l'assenza di un riconoscimento nosografico.
La storia della medicina e' ridondante di esempi di patologie delle quali si e' sofferto a lungo prima che venissero formalmente riconosciute. Il pregiudizio diffuso e il cinismo su questa patologia devono cedere il passo ad un atteggiamento perlomeno neutrale di fronte a importanti, anche se soggettive, e circostanziate evidenze cliniche  e ai crescenti, se pur preliminari, dati oggettivi.












La classificazione della sindrome da colpo di frusta (QTFW-1995).
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Grado I : Sintomi cervicali (algie al collo, rigidita' nei movimenti, algie diffuse), non segni fisici
Grado II: Sintomi cervicali E segni muscoloscheletrici (ridotta escursione del rachide e algie in zone circoscritte)
Grado III: Sintomi cervicali  e neurologici (aumento o diminuzione dei riflessi, debolezza e deficit sensitivi)
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Indipendentemente dal grado clinico possono essere presenti: acufeni, instabilita' ipoacusia, cefalea, disturbi mnesici, algie della articolazione temporo-mandibolare

Criteri diagnostici:
valutazione neuroradiologica.

Grado II e III:
-> radiografia standard per escludere fratture e dislocazioni
-> radiografia di tutte le vertebre cervicali e del tratto C7-T1
-> radiografia in anteroposteriore, laterale e a bocca aperta

Eventualmente:
-> proiezioni oblique e dinamiche
-> TAC se radiografia standard dubbia e se presenti segni/sintomi neurologici o dubbio di instabilita' del rachid
-> RM cervicale se persistono segni e sintomi importanti

Da preferire a:
-> uso routinario della RM, TC ed EMG

This page was last updated on: July 5, 2009